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Un disegno, una storia: il Calendario 2027 dellaPubblica visto dagli occhi dei ragazzi

  • 13 ore fa
  • Tempo di lettura: 5 min

Calendario 2027 Sasso Marconi

Un uomo vive solo. Cade in casa. Il vicino sente un lamento, poi più nulla.

Arrivano i Vigili del Fuoco, i Carabinieri e l'ambulanza. Dentro la casa si lavora in silenzio, ognuno sa

cosa deve fare.


Il volontario racconta:

«Io tengo la mano del paziente tutto il tempo. Ogni tanto stringe. Vuol dire che c'è.»

Qualche pagina dopo, la stessa scena cambia completamente.

A raccontarla è l'uomo che era rimasto a terra:

«Uno mi ha preso la mano. Non capivo bene, ma sapevo che non ero più solo. Uno mi teneva la

mano anche sull'ambulanza. Ogni tanto la stringevo. Per dire: grazie.»


Sono due racconti dello stesso momento, osservato da due persone diverse.

È da qui che nasce “Un disegno, una storia”, il progetto da cui prenderà forma il Calendario 2027 della

Pubblica Assistenza di Sasso Marconi.


Prima le storie, poi i disegni

Il punto di partenza non sono stati i disegni.

Sono state le storie.


I volontari della Pubblica Assistenza hanno raccontato quello che fanno davvero: le situazioni che

incontrano, i piccoli imprevisti, le persone che aiutano, il lavoro di squadra e anche quei momenti che,

dall'esterno, è difficile immaginare.


Sono nati 46 racconti, organizzati nelle sei aree in cui si sviluppano le attività della Pubblica:

Emergenza

Servizi Sociali

Centralino

Area Ricreativa

Protezione Civile

Educazione Sanitaria nelle scuole


Alcune aree vengono raccontate da più punti di vista: quello di chi presta il proprio servizio e quello di chi,

dall'altra parte, riceve quell'aiuto.

Perché la stessa situazione può sembrare completamente diversa a seconda di dove ci si trova.


Ogni racconto termina con una domanda:

«Cosa disegneresti tu?»

Non è una semplice richiesta di illustrare ciò che si è appena letto.


È un invito a scegliere un momento, un dettaglio, un'emozione. Il cartello di una casa nascosto tra i rami.

Una mano che stringe quella di un soccorritore. Un'ambulanza ferma nel traffico. Uno zaino pesante sulla

neve. Una cucina piena di volontari.


La storia dà il punto di partenza.

Il ragazzo decide cosa vale la pena fermare su un foglio.


126 ragazzi, 126 modi di guardare la Pubblica

A raccogliere questa sfida sono stati gli studenti della Scuola Secondaria di Primo Grado “Galileo

Galilei” dell'Istituto Comprensivo di Sasso Marconi, seguiti dall'insegnante Annamaria Chiavelli.

Hanno partecipato le classi prime, seconde e terze.

Il risultato sono 126 disegni.


E proprio qui il progetto cambia natura.


Non si tratta di chiedere ai ragazzi di disegnare genericamente “il volontariato”. Non viene chiesto loro di

immaginare un'ambulanza, una divisa o una persona che aiuta qualcuno.


Prima hanno ascoltato una storia.

Poi hanno dovuto immaginare quella scena.

E scegliere che cosa guardare.


È questo il passaggio più interessante del progetto: i volontari raccontano la Pubblica dall'interno; i ragazzi

la restituiscono attraverso il loro sguardo.


Una Pubblica che non è solo ambulanza

Per chi la osserva da fuori, la Pubblica Assistenza è spesso associata soprattutto all'ambulanza.

I racconti mostrano invece un'organizzazione molto più ampia.


C'è il Centralino, dove una giornata apparentemente tranquilla può trasformarsi in pochi minuti in una

corsa contro il tempo: telefonate, volontari da contattare, mezzi da trovare, servizi da registrare.


C'è la Protezione Civile, che entra in azione quando arriva un'emergenza: frane, alluvioni, neve,

evacuazioni e situazioni in cui bisogna organizzare rapidamente ciò che serve alle persone.


C'è l'Area Ricreativa, che può significare organizzare una festa, preparare un pranzo per centinaia di

persone o trasformare la sede in un luogo di accoglienza dopo una calamità.


Ci sono i Servizi Sociali: accompagnare una persona anziana a una visita medica, trasportare qualcuno in

barella, affrontare cinque piani di scale con una persona in carrozzina o accompagnare per anni lo stesso

anziano al centro diurno.


E poi c'è l'Educazione Sanitaria nelle scuole, dove il lavoro dei volontari non consiste nel soccorrere

qualcuno, ma nel fare in modo che, un giorno, un ragazzo sappia cosa fare quando qualcun altro avrà

bisogno.


Le cose che normalmente non si vedono

Alcuni racconti sono costruiti proprio attorno a quei dettagli che dall'esterno possono sembrare

insignificanti.In uno, una squadra deve raggiungere un uomo ferito con una motosega. L'indirizzo è corretto, ma il

numero civico non si vede. Il cartello è nascosto tra i rami.

La squadra perde tempo a cercarlo.

Una volta trovato, inizia il soccorso.


È un dettaglio piccolo, ma il volontario lo ricorda perché in un'emergenza anche trovare una casa può

diventare parte del soccorso.


In un altro racconto, durante una lezione a scuola, uno studente racconta di aver visto un'ambulanza

apparentemente “perdere tempo” prima di trasportare una persona in ospedale.


La risposta del volontario apre una riflessione importante: l'ambulanza non è semplicemente un mezzo per

portare qualcuno in ospedale. Prima bisogna valutare la situazione, intervenire e, quando necessario,

stabilizzare il paziente.


Quello che da fuori può sembrare un ritardo, da dentro può essere esattamente ciò che serve per fare bene

il proprio lavoro.


E poi succede qualcosa di ancora più importante

Uno dei racconti dell'Educazione Sanitaria parte da una lezione apparentemente normale.

I ragazzi hanno ascoltato cosa fare in caso di emergenza e come chiamare il 112.


Un mese dopo, la classe torna a incontrare i volontari.

Francesca racconta di aver dovuto mettere in pratica quello che aveva imparato: sua madre aveva avuto un

infarto.


Ha chiamato il 112.

Ha seguito le istruzioni della centralinista.

Ha mantenuto la calma fino all'arrivo dell'ambulanza.


In quel momento la lezione non era più una lezione.

Era diventata qualcosa che Francesca aveva portato fuori dalla scuola.


E forse è proprio questo il senso dell'intero progetto: raccontare quello che fa la Pubblica, ma anche

mostrare cosa può lasciare negli occhi, nella memoria e nelle azioni di chi la incontra.


Progetto Un disegno una Storia

I disegni arrivano alla festa

I 126 disegni saranno esposti durante La Pubblica in Festa, dal 27 al 31 agosto, al primo piano del Polo

Tassi, all'interno della sede della Pubblica Assistenza in via San Lorenzo 4.

La mostra sarà visitabile dalle 19.00 alle 22.00.


Chi arriva per mangiare, ascoltare musica o semplicemente passare una serata alla festa potrà salire al

primo piano e incontrare questa Pubblica raccontata attraverso gli occhi dei ragazzi.


E non sarà soltanto una mostra.


I disegni sono infatti parte del percorso che porterà alla realizzazione del Calendario 2027.

Dei 126 lavori realizzati, solo una parte potrà entrare nelle dodici pagine del calendario.

Gli altri, però, non diventano meno importanti.


Perché il progetto non nasce per stabilire chi ha disegnato “meglio”.

Nasce per raccogliere 126 modi diversi di guardare la stessa realtà.


Quando esce il calendario e come si ottiene

Il Calendario 2027 esce a fine novembre. Viene distribuito porta a porta dai volontari e si può ritirare

anche in sede, in via San Lorenzo 4 a Sasso Marconi, a partire dall'annuncio che verrà pubblicato sul sito

della Pubblica Assistenza, su Il Pubblichiere e sui canali social.


I mesi sono dodici, i disegni 126. Nel calendario finirà quindi solo una parte, ma è un limite di pagine, non

un giudizio: gli altri continueranno a essere esposti nelle mostre in programma.


La prima è questa, dal 27 al 31 agosto, al primo piano della sede in via San Lorenzo 4, dalle 19 alle 22.

Vale la pena passarci prima o dopo cena: 126 disegni nella stessa stanza sono un colpo d'occhio che il

calendario, un mese alla volta, non potrà restituire.


Una storia, un disegno, uno sguardo diverso

Normalmente la Pubblica racconta quello che fa attraverso i propri volontari.

Questa volta abbiamo fatto il contrario.


Abbiamo chiesto ai volontari di raccontare una giornata, un intervento, un incontro.

Poi abbiamo dato quelle storie ai ragazzi.

E abbiamo chiesto loro di immaginare.


Il risultato sono 46 racconti e 126 disegni.


Le storie appartengono a chi vive la Pubblica dall'interno.

I disegni appartengono a chi la guarda da fuori.


Ed è proprio nello spazio tra queste due prospettive che nasce “Un disegno, una storia”.


📌 Mostra: via San Lorenzo 4, Sasso Marconi, Primo Piano Polo Tassi.

🗓️ 27–31 agosto 2026

Dalle 19.00 alle 22.00


Venite a vedere la Pubblica attraverso gli occhi di qualcun altro.


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